Glossario




- B -
Balestra. La balestra è per l'epoca un'arma micidiale, in grado di perforare con facilità cotte di maglia e protezioni di cavalli e cavalieri. E' un'arma "sleale", che permette di colpire un cavaliere a distanza, infrangendo le regole dell'onore cavalleresco e quel senso di superiorità, sociale oltre che militare, che il cavaliere si è sempre visto riconoscere fin dall'inizio del Medioevo. E' l'arma cittadina per eccellenza, ideale per risolvere le sommosse e semplice da utilizzare anche senza troppo allenamento. Efficacissima sulla breve distanza, ha il suo punto debole nella bassa cadenza di tiro, che permette solo un paio di tiri utili nel corso di una carica di cavalleria.

- C -
Carroccio. Il Carroccio, insieme alla Martinella (la campana cittadina montata su un carro), era non solo il simbolo della città, ma anche il punto di riferimento intorno al quale raccogliersi fisicamente e psicologicamente: ammassata intorno alle proprie bandiere ed ai simboli che la rappresentavano, la fanteria comunale si schierava pronta a ricevere la cavalleria nemica e contrastarla nell'attesa che la propria cavalleria tornasse alla carica per battere definitivamente il nemico.
Cavaliere. I cavalieri , o "milites", rappresentano il fulcro dell'esercito comunale. In un periodo in cui non esite una vera e propria componente professionale di fanteria, cioè una specialità di fanti organizzata e dotata di un buon grado di addestramento, il cavaliere medievale rappresenta ad un tempo stesso la massa d'urto dell'esercito e la componente più professionalizzata. L'armamento completo del cavaliere prevede la lancia, la spada, una protezione in maglia metallica completa del corpo, eventualmente rinforzata da corazze in cuoio bollito a copertura del tronco, un elmo o un "cappello" di ferro, schinieri in cuoio a protezione delle articolazioni. L'uno accanto all'altro, senza una vera e propria suddivisione in reparti coerenti, i cavalieri si precipitano in battaglie frontali dove il valore, l'esperienza e il tempismo nell'entrata in combattimento si dimostrano molte volte più importanti del numero complessivo dei combattenti.

- F -
Fante. I fanti comunali, o "pedites", sono armati nei modi più dispatrati: archi, balestre, lance, spade, mazze, nonché tutta una serie di armi derivate da attrezzi agricoli e di uso comune; si proteggono con scudi personali o dietro ai palvesi. La fanteria comunale rappresenta in questo periodo un prezioso supporto per i cavalieri; tuttavia le caratteristiche estremamente difensive di questa struttura sono evidenti e costituiscono il vero limite della fanteria comunale.

- M -
Mantelletta. Barriera di legno, molto più alta di un uomo, dotata di una o più feritoie per garantire il tiro di archi o balestre. Le mantellette erano generamente dotate di ruote per il trasporto e rappresentavano una sorta di "barriera mobile", da utilizzarsi ad esempio per proteggere le armi d'assedio dal tiro dei difensori o per avvicinarsi alle mura nemiche senza essere colpiti.

- P -
Palvese. Ampio scudo utilizzato dalle fanterie comunali, alto ca. 150 cm (ossia fino alle spalle di un uomo) e largo 70-80 cm, portato da un corpo specialistico di fanti detti palvesari. Dietro ai palvesi prendevano posto gli stessi palvesari, armati anche di una lunga lancia, gli arcieri e i balestrieri. L'insieme palvese - arco (o balestra) - lancia rappresentava nel XIII secolo la più sofisticata ed efficace forma di difesa contro le cariche di cavalleria.
Pellegrini. Erano molti i motivi che spingevano gli uomini nel medioevo ad abbandonare la propria casa per mettersi in cammino: accanto a coloro che partivano per scelta, per pietà personale o per curiosità di vedere luoghi lontani, c'erano anche pellegrinaggi imposti da confessori o giudici. Tipico l'abito del pellegrino, composto da: un mantello di tessuto ruvido detto sanrocchino, schiavina o pellegrina; un cappello a larghe tese, detto petaso, rialzato sul davanti e stretto sotto il mento; un robusto bastone dalla punta metallica, detto bordone. Tre le principali mete del pellegrinaggio, Roma, Santiago di Compostela (in Galizia, Spagna) e Gerusalemme.

- R -
Rettori. Nelle città medievali italiane, dilaniate dalle lotte tra fazioni, le principali cariche politiche erano nelle mani dei Consigli cittadini, espressione del partito in quel momento vincente, affiancati per i compiti esecutivi da rettori forestieri, chiamati cioè da città amiche o alleate. Le principali cariche affidate a questi ufficiali stranieri erano quelle di Podestà, Capitano del Popolo, Esecutore di Giustizia.

- S -
Sestiere. I Sestieri (o Sesti) erano le sei unità amministrative in cui Firenze era divisa nell'epoca da noi considerata: Porta del Duomo, Porta San Piero, San Brancazio (poi San Pancrazio), Borgo, San Pier Scheraggio e Oltrarno. Ogni sestiere aveva a capo quattro ufficiali municipali, detti rettori o cappellani (sempre laici), eletti dal popolo e assistiti da subalterni ed era diviso in parrocchie identificanti il "popolo", cioè la comunità che vi faceva capo. La leva dei pedites, i soldati a piedi dell'oste o esercito comunale, organizzati sotto un gonfalone o vexilla, avveniva per parrocchia, in base ad elenchi compilati da commissari preposti. Un gonfalone poteva comprendere una o più parrocchie limitrofe e, a volte, per ragioni topografiche, il territorio di una parrocchia poteva essere diviso tra due gonfaloni. [da La battaglia di Campaldino a Poppi, ed. Scramasax, pp. 15-16]

- T -
Trabucco. Enorme macchina da assedio, costituita da un braccio rotante intorno ad un perno ed azionata generalmente per gravità grazie ad un contrappeso. Poteva arrivare a scagliare massi pesanti oltre un quintale ad una distanza di 200-300 m.

- V -
Venticinquina. Unità base della fanteria comunale, le Venticinquine erano reclutate presso i gonfaloni cittadini (unità amministrative di base che corrispondevano grosso modo alle parrocchie) ed i popoli del contado (vedi anche Sestiere). I componenti delle Venticinquine erano popolani, guidati da nobili impoveriti che non potevano permettersi nenache di comprare il cavallo necessario per essere reclutati nella cavalleria. L'armamento era composito, in quanto ogni fante doveva provvedere personalmente all'acquisto e alla manutenzione del proprio equipaggiamento.